Il percorso di istituzione del parco territoriale ha coinvolto 9 Amministrazioni dei Comuni delle Terre dei Navigli (CR) e un territorio complessivo di 54 kmq; il PLIS-TdN è attualmente il secondo parco di interesse sovracomunale in Lombardia per estensione territoriale.
La consulenza si è articolata su due fronti di azione.
Il primo ha riguardato la costruzione della base analitico-conoscitiva del territorio a parco e l’accompagnamento del percorso istituzionale di riconoscimento del PLIS.
Il secondo è relativo alla redazione delle varianti urbanistiche dei PGT dei Comuni aderenti e degli strumenti di pianificazione del parco.
È stato sviluppato una specifico documento, Schede degli interventi e delle trasformazioni per il PLIS-TdN, funzionale a descrivere i contenuti e le modalità attuative degli interventi e delle trasformazioni atti a qualificare l’ambito territoriale individuato come PLIS.
I contenuti delle schede sono da utilizzarsi come riferimento, indirizzo e verifica nello sviluppo della progettualità attuativa degli interventi di trasformazione definiti per il PLIS-TdN, quando dovranno essere dettagliate le specifiche soluzioni tecnico-economiche e procedurali atte a raggiungere gli obiettivi e i requisiti indicati per l’intervento.

Il sistema di banche dati territoriali costruite è stato funzionale al calcolo dell’indice territoriale di sostenibilità ambientale (InTeSA) per la Valutazione Ambientale del PTCP della Provincia di Cremona. L’InTeSA si rifà ai modelli di gestione compartimentali del territorio (Odum E.P., 1988) ed è un indicatore del livello di stabilità ecologica di un’area. Questi modelli attribuiscono agli usi del suolo e alle aree naturali di un territorio la capacità di svolgere più funzioni tra loro interrelate e in alcuni casi contrapposte, le quali trovano riferimento in tre grandi categorie di aree.
aree in cui prevale l’ambiente naturale
aree agricole
aree urbano-industriali
La sostenibilità ambientale dello sviluppo di un territorio è quindi funzione delle aree naturali e degli usi del suolo in esso presenti, delle loro dimensioni spaziali, delle loro relazioni e delle intensità dei processi rigeneranti e di pressione che essi svolgono. Pertanto, una condizione di sviluppo sostenibile viene raggiunta attraverso un equilibrato rapporto dimensionale ed una efficace e proficua interazione tra le aree naturali e gli usi antropici di un territorio

 

Il progetto proposto muove dalla considerazione che un intervento qualificante, sia per chi deciderà di acquistare un immobile
sia per una fruizione più allargata e pubblica dei luoghi, non possa risolversi unicamente in una buona qualità edilizia e degli
spazi costruiti, ma deve qualificare prima di tutto gli spazi aperti e le strutture complementari alla residenza; in questo senso il
progetto ha lavorato sulla definizione di una serie di elementi compositivi e relazionali che tendono a costituirsi come il telaio sul
quale si appoggiano, adeguandosi, le volumetrie previste.

Con Terre dei Navigli viene denominato un brano di pianura lombarda collocato tra Crema e Cremona in adiacenza al fiume Oglio; Terre dei Navigli è espressione della visione di 11 Amministrazioni Comunali che sostengono un processo di pianificazione intercomunale che assume i navigli e la rete idrografica come riferimento, simbolico e territoriale, di uno sviluppo sostenibile che sappia dare valore agli insediamenti e alle infrastrutture territoriali e ai paesaggi rurale e fluviale nelle loro continuità storiche.
I Piani di Governo del Territorio Integrati costituiscono il proseguimento del Piano Territoriale Strategico elaborato nell'ambito del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Cremona per l'area considerata. Attraverso i PGT-I è stato effettuato un importante percorso di integrazione e di condivisione delle scelte di assetto territoriale a scala intercomunale.
I PGT-I hanno adottato una visione dello sviluppo socioeconomico e territoriale condivisa tra i comuni aderenti e funzionale a governare le dinamiche insediative locali indotte anche da alcuni progetti infrastrutturali di scala sovra-regionale (ad es.l'alta velocità Milano-Venezia e l'autostrada Bre.Be.Mi). Inoltre, attraverso i PGT-I viene definito l'insieme delle scelte e delle indicazioni di interesse comunale in modo omogeneo e integrato per tutta l'area.

Sondalo è un comune di circa 4mila abitanti, localizzato in Valtellina, tra Tirano e Bormio.
Il contesto di Sondalo manifesta una particolare ricchezza di patrimoni ambientali,  che rappresentano gli elementi fondativi sui quali si sono storicamente costruiti il processi di antropizzazione e le economie di questo tratto di valle, e dotazioni urbane, che costituiscono un’eccellenza di riferimento per l’intera valle.
Da tali fattori il PGT ha tracciato due principi attorno ai quali si sono costruiti obiettivi e azioni di piano:
_ partecipare alle reti lunghe .. ovvero consolidare il ruolo territoriale di Sondalo e delle sue dotazioni urbane, la funzione di “epicentro” di questo ambito di valle, in un rapporto di complementarietà e sinergia con gli altri comuni. Questo principio rimanda al ruolo del PGT come catalizzatore di risorse e promotore di interventi orientati a migliorare le connessioni intravallive e a offrire occasioni di qualificazione, potenziamento e sviluppo dei servizi di rango sovralocale. In questo senso sono calibrate le più opportune scelte di piano che sappiano sfruttare gli elementi del quadro programmatico provinciale e regionale degli interventi pubblici e sappiano restituire certezze agli investitori e al sistema delle imprese, non solo locali.

Il sistema turistico integrato, nodo di reti fruitive di area vasta anche in relazione al Parco delle Stelvio, così come il recupero multifunzionale del Villaggio Morelli sono solo due esempi di temi strategici cui il PGT contribuisce a dare attuazione.
_ .. abitare e lavorare nella qualità urbana locale, ovvero qualificare il territorio urbano ed extraurbano, i suoi servizi alla popolazione e generare così occasioni di rafforzamento dell’identità locale. Il PGT come politica pubblica in grado di definire le condizioni spaziali e territoriali per un percorso di miglioramento della già eccellente qualità insediativa. Il centro storico, i suoi assi commerciali, il sistema dei servizi pubblici, i centri dei nuclei della rete urbana policentrica, i tessuti residenziali, così come l’insieme del patrimonio ambientale  .. come elementi sui quali costruire iniziative e interventi progressivi di qualificazione urbana, di città “pubblica” in grado di sostenere i processi identitari collettivi di cittadinanza, appartenenza e ospitalità.

Il progetto si colloca entro un percorso di riassetto complessivo della rete viaria comunale finalizzato alla definizione di un sistema di itinerari dedicati alla mobilità lenta. Sono stati affrontati i temi relativi alla compatibilità tra le diverse modalità d’uso della strada, introducendo principi operativi ed elementi propri delle tecniche di moderazione del traffico.
I lotti presi in considerazione sono Albegno-Treviolo (vie Costituzione-Marconi-Galetti-Arioli Dolci-Roma) e Cerlone-Torchio-Curnasco (vie Dalla Chiesa-Cadorna) rappresentano due porzioni rilevanti che innervano il tessuto insediativo nel territorio comunale; nello specifico la tratta Albegno-Treviolo connette i due nuclei storici e offre l’opportunità di ri-strutturarne le modalità di relazione; la tratta Cerlone-Curnasco mette in connessione il nucleo storico di Curnasco con il plesso scolastico elementare-centro sportivo a est, con la rete ciclopedonale di Bergamoverde a ovest e, verso nord, con la pista ciclabile esistente su via Dalla Chiesa in direzione Curno-polo commerciale.
Le indicazioni progettuali sono articolate secondo tre linee di intervento:
•    La definizione di “zone 30” nei tessuti storici;
•    La ri-connotazione di alcuni tratti viari a uso –esplicitamente- promiscuo della sede stradale;
•    La ri-configurazione di alcuni nodi della rete viaria, orientata a criteri di migliore sicurezza delle percorrenze.