La revisione del PTCP di Bergamo ha inteso valorizzare l’importanza strategica di questo strumento riguardo a specifiche aree tematiche che fungono da connettivo tra il disegno della pianificazione locale e quella regionale, oltre concentrare lo sforzo progettuale sulla visione del territorio a medio e lungo termine.
L’obiettivo, in controtendenza con il PTCP previgente, ponderoso e ricco di dettagli conoscitivi anche di livello locale, è stato quello di restituire alla visione complessiva e al disegno strategico del territorio provinciale, la polarità dei temi affrontati.
La cartografia del nuovo PTCP è stata redatta, nello spirito dell’intera revisione, con l’obiettivo di agevolare la lettura dei grandi temi di riferimento, delle strategie e degli scenari, “riducendo” la componente conoscitiva e le invarianti territoriali a banche dati geografiche da consultare mediante l’utilizzo del vasto SIT provinciale.
Ne è emersa una chiara individuazione dei temi di riferimento per la pianificazione locale oltre alla localizzazione di aree ritenute “sensibili” per lo sviluppo razionale del sistema insediativo, grazie alla individuazione di criteri di preferenza verificati mediante il sapiente utilizzo dei geodati.
Nell’ambito di una collaborazione, è stata affidata la gestione complessiva del percorso di ridefinizione dello strumento urbanistico. Oltre alla revisione dei criteri di attuazione degli ambiti di trasformazione (in precedenza rivelatisi impraticabili per quanto sperimentali) e al perfezionamento delle norme relative alla città consolidata ed ai servizi, si è inteso introdurre un nuovo modello di PGT, basato su esaustività dei contenuti, ma anche pulizia formale e intelligibilità per tutti i suoi potenziali utilizzatori.
Pertanto sono stati rivisitati l’intero apparato cartografico, da quello conoscitivo a quello delle determinazioni di piano, migliorandone decisamente la completezza e la leggibilità, oltre a quello testuale che ha adottato un nuovo format basato su schede sintetiche e modularità delle informazioni, teso anch’esso all’immediatezza ed alla pulizia formale.
Oltre a questo sono stati introdotti razionali e applicabili criteri per l’incentivazione calibrati sul contesto di riferimento della realtà comunale (e non generalisti), oltre a ragionevoli e realistici criteri di compensazione per l’acquisizione delle necessarie aree per servizi e per le aree di compensazione ecologica della REC.
Per quanto non vasto, il territorio di Cosio V.no rappresenta una realtà complessa di livello medio-piccolo, con due grandi aziende leader a livello italiano nei rispettivi ambiti, oltre ad ospitare una realizzanda infrastruttura di interesse regionale quale la nuova SS 38 dello Stelvio e a configurarsi come parte della conurbazione Cosio V.no, Morbegno, Talamona di riferimento per tutta la Provincia di Sondrio.
Nell’ambito di una collaborazione, si è operato massimizzando il livello delle informazioni a disposizione per la valutazione dell’impatto paesaggistico di una nuova lottizzazione, in un contesto, quello di Bormio, di elevatissima qualità paesaggistica.
Attraverso la modellazione tridimensionale del territorio, del corpo edificato e delle aree boscate, è stato possibile costruire, mediante GIS, la carta di intervisibilità a supporto delle analisi qualitative e vedutistiche.
Sono stati così definiti i sei maggiori bacini di visibilità dei nuovi fabbricati, valutati poi mediante sopralluogo fotografico/documentale e misura della distanza degli stessi dal sito del PA.
Sulla scorta del livello percettivo individuato è stato possibile quindi adottare misure mitigative.
Si tratta di un lavoro in corso, del quale sono state definite, ampiamente condivise e presentate le linee guida.
Si è inteso superare la rigida “conservatività” che non ha portato al miglioramento della qualità architettonica dei centri storici, ma al loro parziale abbandono, definendo 3 criteri di riferimento per l’inquadramento dei gradi di intervento sui fabbricati: conservazione, rigenerazione e sostituzione.
Nell’ambito di questi tre criteri sono inquadrati cinque differenti gradi di intervento, ognuno dei quali esprime un livello di rilevanza della conservazione rispetto a cinque componenti valutative/progettuali di riferimento: impianto urbanistico, morfologia architettonica, matericità, particolari costruttivi, originalità storica.
Queste cinque rilevanze sono chiavi di lettura comuni e menabò di riferimento per il confronto costruttivo sul progetto tra progettista e Commissione per il paesaggio.
L’evidenziazione dell’importanza di un costruttivo dialogo con i commissari è dovuta alla norma per la sperimentazione dell’incentivazione agli innesti di architettura, finalizzata al rilancio della qualità dello spazio urbano dei nuclei storici ed all’incremento della loro attrattività in un paese connotato da un buona dinamica demografica.
Nell’ambito di una collaborazione, sono stati redatti il P.I.I. e la relativa verifica di assoggettabilità alla VAS. L’ambito è quello della prestigiosa realtà comunale di Livigno, nel particolare di un grande comparto turistico alberghiero capace da solo del 75% delle presenze alberghiere invernali dell’insieme delle principali località turistiche della Provincia di Sondrio.
La delicata operazione immobiliare avanzata con il P.I.I. è stata finalizzata alla demolizione di parti accessorie del complesso alberghiero al fine di recuperarne la volumetria per realizzare prestigiose residenze da dedicare al turismo e da “turnare” stagionalmente, anche al fine di stabilizzare i conti della società proprietaria ed attuatrice, della quale fanno parte 600 famiglie del Comune.
L’impegno profuso ha visto la realizzazione di elaborati 3d finalizzati ad agevolare la scelta del soggetto attuatore e la negoziazione con l’Amministrazione comunale, oltre a definire le migliori soluzioni per l’inserimento nel contesto ambientale, in particolare quella della millenaria pineta di Valfin, alle spalle del complesso.